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Ti trasferisci in un paese con lo 0% di tasse? Prima lascia l’Italia nel modo giusto

Iscriversi all’AIRE è necessario e non basta più. Dal 2024 l’Italia guarda a dove ti trovi e a dove si svolge la tua vita, e per alcune destinazioni ti chiede di dimostrare il trasferimento.

Verificato il 27 ottobre 2026 · 3 min di lettura

I criteri dal 2024

Sei residente fiscale in Italia se, per la maggior parte del periodo d’imposta, hai in Italia la residenza (la dimora abituale, ai sensi del codice civile) o il domicilio, oppure vi sei fisicamente presente. La maggior parte del periodo d’imposta significa 183 giorni, o 184 negli anni bisestili, e i giorni non devono essere consecutivi.

Il domicilio è ora il luogo in cui si sviluppano, in via principale, le relazioni personali e familiari. Ai fini della presenza, anche una frazione di giorno conta come un giorno: un’ora in Italia è un giorno in Italia.

L’iscrizione all’anagrafe della popolazione residente per la maggior parte dell’anno fa ancora presumere la residenza. Dal 2024 è una presunzione relativa, che ammette prova contraria; fino al 2023 non la ammetteva.

La residenza si determina per l’intero periodo d’imposta. Se parti dopo aver trascorso in Italia la maggior parte dell’anno, sei residente per quell’anno, ed è per questo che la maggior parte delle persone pianifica il trasferimento nella prima metà dell’anno.

Dal 1° gennaio 2027 il TUIR del 1986 è sostituito da un nuovo testo unico. Verifica come vi è formulata la norma sulla residenza prima di basarti su questa guida per il 2027 e gli anni successivi.

L’iscrizione all’AIRE

Chi si trasferisce all’estero per più di 12 mesi deve iscriversi entro 90 giorni all’AIRE, l’Anagrafe degli italiani residenti all’estero. La domanda si presenta al consolato competente per il nuovo indirizzo, online tramite il portale Fast It, ed è gratuita.

Dalla legge di bilancio 2024, la mancata iscrizione costa da 200 a 1.000 euro per ogni anno in cui si protrae. Gli enti pubblici ora segnalano al tuo comune gli indizi che vivi all’estero, e i comuni trasmettono i dati AIRE all’Agenzia delle Entrate.

L’iscrizione elimina la presunzione legata all’anagrafe della popolazione residente. Non stabilisce dove vivi: domicilio e presenza vengono comunque verificati.

Cosa ti mantiene residente

La famiglia in Italia
Un coniuge o dei figli che restano in Italia di solito vi mantengono il tuo domicilio, perché il domicilio segue le relazioni personali e familiari.
Una casa tenuta attiva
Una casa tenuta pronta, con le utenze attive, e i rientri regolari sono indizi che l’Agenzia legge come un legame stretto con l’Italia mai interrotto.
Giorni e frazioni di giorno
183 giorni o più in Italia, contando ogni frazione di giorno, compresi i giorni in cui lavori da remoto dall’Italia.
L’anagrafe
Restare iscritto all’anagrafe della popolazione residente perché non hai mai chiesto l’iscrizione all’AIRE.

Trasferirsi in uno Stato a regime fiscale privilegiato

I cittadini italiani che si trasferiscono in uno Stato o territorio a regime fiscale privilegiato, secondo la lista italiana, si presumono residenti in Italia salvo prova contraria. La lista risale al 1999 (DM 4 maggio 1999), è stata modificata l’ultima volta nel 2023 e comprende ancora gli Emirati Arabi Uniti, Monaco, Panama e Costa Rica. Paraguay e Georgia non ne fanno parte.

Per superare la presunzione devi dimostrare sia un trasferimento effettivo e duraturo nel nuovo paese sia la perdita di ogni collegamento significativo con l’Italia. Contratti di locazione, permessi di soggiorno, un certificato di residenza fiscale, le iscrizioni scolastiche e un registro di dove hai trascorso i giorni sono le prove da costruire fin dall’inizio.

Cosa cessa, e cosa no

Patrimonio all’estero
Il quadro RW per il monitoraggio fiscale, l’imposta sul valore degli immobili situati all’estero (IVIE) e l’imposta sul valore delle attività finanziarie detenute all’estero (IVAFE) riguardano i residenti. Quando non sei più residente, cessano.
Redditi italiani
I redditi prodotti in Italia, come gli affitti di immobili situati in Italia, restano tassati in Italia.
Exit tax
L’exit tax italiana (art. 166 del TUIR) si applica alle persone fisiche e alle società che esercitano un’impresa. Non tassa le plusvalenze latenti sulle partecipazioni che detieni come privato.

Fonti

Verificata su queste fonti il 27 ottobre 2026. Le regole cambiano: ricontrollale prima di agire.

Dove interveniamo. Servizi collegati.

  • 01 · Patrimonio e Strutturazione

    Residenza e trasferimento all’estero

    Permessi di soggiorno, visti per investitori e residenza fiscale, con tutti gli aspetti pratici del trasferimento gestiti dall’inizio alla fine.

    Da€ 2.999

  • 01 · Patrimonio e Strutturazione

    Pianificazione fiscale internazionale

    Mappiamo dove oggi sono tassati tu, le tue società e i tuoi beni, poi progettiamo una struttura che riduce legalmente il carico complessivo.

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Domande e risposte.

01Mi sono iscritto all’AIRE. Ho finito?

Non necessariamente. L’AIRE elimina la presunzione legata all’anagrafe, ma il tuo domicilio e i tuoi giorni in Italia vengono comunque verificati, e per gli Stati a regime fiscale privilegiato devi anche dimostrare il trasferimento.

02Posso tenere la mia casa in Italia?

Sì, ma una casa tenuta pronta per te, abitata dalla famiglia o usata per soggiorni regolari, è un indizio di domicilio. Darla in affitto è una scelta più netta che lasciarla vuota in attesa.

03Mi trasferisco negli EAU. È un problema?

Gli EAU sono nella lista, quindi parti presunto residente in Italia e l’onere della prova è tuo. Prima di partire, pianifica le prove di un trasferimento effettivo e dell’interruzione dei tuoi legami con l’Italia.

La regola è l’inizio. Il resto lo decide la tua situazione.

Raccontaci dove vivi, dove guadagni e cosa stai impostando. In una call vediamo insieme come si applicano a te le regole.